INTRODUZIONE
L’articolo 186 del Codice della Strada (D.L. 30 aprile 1992) stabilisce che gli organi di Polizia Stradale possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi per la valutazione della concentrazione alcolemica, il cui limite è stabilito per legge nella misura di 0,5 g/L (0,00 g/L per alcune categorie di automobilisti) (1). In alcune sentenze sono presentati casi in cui il Giudice di pace ha annullato il ritiro della patente ritenendo che il valore di alcolimetria rilevato fosse alterato esclusivamente per l’utilizzo di un collutorio a base alcolica prima del controllo. Attraverso un test dell’espirato è possibile quantificare l’alcolemia per la sua diretta correlazione con la concentrazione di alcol nell’aria alveolare: in Italia il rapporto tra le due concentrazioni viene fissato in un valore di 2.300:1 (2-7). Si potrebbero però rilevare valori falsi positivi per la presenza di residui di alcol nel cavo orale (3, 4, 8-10).
Scopo del lavoro è stato di valutare:
- se i collutori a base alcolica potessero alterare l’alcolimetria dell’espirato;
- il picco di alcolimetria ed il suo tempo di decadimento;
- l’alcolimetria ematica a 5 minuti dallo sciacquo;
- l’eventuale correlazione tra i valori di alcolimetria e l’indice di massa corporea (BMI) o il genere dei soggetti.
MATERIALI E METODI
Il campione per il nostro studio, approvato dal Comitato Etico Interaziendale, è stato ricercato tra gli studenti del nostro Corso di Laurea, sottoposti a visite mediche annuali, da cui abbiamo ottenuto il consenso all’acquisizione dei dati a scopo di ricerca. Essi avevano dichiarato di essere sani, di non assumere farmaci, di non avere piercing o ricostruzioni protesiche nel cavo orale, e di non essere in stato di gravidanza. Sono stati sottoposti a visita di controllo del cavo orale onde verificarne lo stato di salute e a visita medica per il calcolo del BMI con la nuova formula di Nick Trefethen dove il peso (in kg), moltiplicato per 1,3, viene diviso per l’altezza (in m) elevata a 2,5 (12). Il campione utile è risultato composto da 30 giovani adulti sani (Tab. 1).
Variabile | Genere | Media | Deviazione Standard | Valore Minimo | Valore Massimo |
---|---|---|---|---|---|
Età | 7 Maschi | 24.4 | ± 3,05 | 21 | 29 |
23 Femmine | 23.2 | ± 2,23 | 21 | 30 | |
30 Totale | 23.5 | ± 2,45 | 21 | 30 | |
BMI | 7 Maschi | 24.8 | ± 3,69 | 18.5 | 29.2 |
23 Femmine | 22.1 | ± 2,61 | 17.5 | 28.3 | |
30 Totale | 22.8 | ± 3,05 | 17.5 | 29.2 |
Ai soggetti è stato chiesto di non fumare nelle 12 ore precedenti al test e di astenersi dal consumo di alcol e cibo nelle 6 ore precedenti. In giorni diversi sono stati effettuati sciacqui con quattro collutori con diversa percentuale di alcol, acquistati personalmente (Tab. 2).
Collutorio | Etanolo (%) | Dosaggio per applicazione | Tempo di sciacquo (secondi) |
---|---|---|---|
A | 21.6 | 20 ml | 30 |
B | 4 | 15 ml | 30 |
C | 10 | 15 ml | 60 |
D | N.D. | 10 ml | 60 |
Per la valutazione dell’alcolimetria dell’espirato è stato utilizzato un etilometro portatile a cella elettrochimica (Lion Alcolmeter SD400, Lion Laboratories LTD, Barry, United Kingdom), dotato di boccagli monouso, la cui taratura era in corso di validità al momento dello studio.
Il Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della Strada (d.P.R. n. 495/1992) prevede che l’accertamento dello stato di ebbrezza debba essere effettuato con due rilevazioni con l’etilometro ad un intervallo di tempo di 5 minuti, la prima delle quali ad una distanza di 15 minuti dall’ultima ingestione di alcol (11). Per il principio del favor rei la misurazione finale deve tenere conto del valore inferiore, risultato delle due misurazioni effettuate nel corso dei 20 minuti totali successivi all’ingestione di alcol (7). Nel nostro studio, l’intervallo tra le nostre misurazioni è stato fissato in 10 minuti, in quanto l’esecuzione di test preliminari aveva evidenziato che alcuni prodotti producevano valori alcolimetrici tali da mandare fuori scala lo strumento, che non risultava più utilizzabile per un tempo superiore a 5 minuti.
I soggetti eseguivano uno sciacquo con soluzione fisiologica per 30 secondi con successivo test con etilometro (Ti) per verificare che l’alcolimetria iniziale dell’espirato fosse pari a 0,00 g/L. L’operatore, seguendo le indicazioni delle case produttrici, preparava la quantità di collutorio con una siringa millimetrata e cronometrava la durata degli sciacqui. Il soggetto poi sputava la soluzione e veniva immediatamente sottoposto a test con etilometro (T0) per determinare il picco di concentrazione di etanolo nell’espirato. I soggetti tenevano la bocca chiusa, non bevevano e non sciacquavano, per evitare qualunque dispersione di alcol, fino alla seconda misurazione, effettuata ad una distanza di 10 minuti. In caso di valori positivi, si procedeva ad una terza prova a 20 minuti dallo sciacquo, raggiungendo così le tempistiche previste dal regolamento degli organi di Polizia Stradale.
Per valutare la presenza di alcol etilico nel circolo ematico, ad 8 soggetti, a cui al tempo T0, dopo sciacquo con il collutorio A (massima concentrazione di alcol), erano stati rilevati valori massimi di alcolimetria dell’espirato, pari a 4,00 g/L, è stato prelevato, a 5 minuti dallo sciacquo, un campione di sangue.
I dati sono stati elaborati mediante Microsoft Office Excel 2007 ed analizzati con il software Stata 10.1 (“p-value”≤0,05: statisticamente significativo). Per stabilire l’esistenza di differenze statisticamente significative tra i valori (T0 – T10 e T10 – T20) è stato utilizzato il test t di Student per dati appaiati. Le relazioni tra BMI e alcolimetria al T0 e al T10 sono state valutate con un diagramma di dispersione, con coefficiente di correlazione di Pearson, considerando i valori di ‘r’ compresi tra 0,00–0,19 come ‘correlazione molto debole’ secondo Fowler (13). Per la valutazione della relazione tra genere dei soggetti e valori di alcolimetria dell’espirato è stato usato un test t, assumendo varianze simili.
RISULTATI
Collutorio (% di alcool) | Ti (g/L) | T0 (g/L) | T10 (g/L) | T20 (g/L) |
---|---|---|---|---|
A (21,60) | 0 | 3.75 | 0.07 | 0 |
B (4,00) | 0 | 0.08 | 0 | 0 |
C (10.00) | 0 | 3.49 | 0.04 | 0 |
D (N.D.) | 0 | 2.85 | 0.02 | 0 |
I valori massimi ottenuti erano pari alla saturazione dello strumento, per cui il valore reale poteva anche essere superiore. Per tutti i collutori i valori medi di alcolimetria dell’espirato rilevati al tempo T0 (descritti in Tab. 3 e nelle Fig. 1 e 2) mostrano una percentuale di decadimento (Tab. 4 e Fig. 3) molto elevata entro T10.
Collutorio | Etanolo (%) | Dosaggio per applicazione | Tempo di sciacquo (secondi) |
---|---|---|---|
A | 21.6 | 20 ml | 30 |
B | 4 | 15 ml | 30 |
C | 10 | 15 ml | 60 |
D | N.D. | 10 ml | 60 |
Collutorio A | Alcolimetria (g/L) | ||
---|---|---|---|
T0 | T10 | T20 | |
MEDIA | 3.75 | 0.07 | 0 |
MIN | 1.94 | 0 | 0 |
MAX | 4 | 0.34 | 0 |
D.S. | 0.44 | 0.1 | 0 |
I.C. 95% | 3,59 – 3,91 | 0,03 – 0,11 | - |
Collutorio B | Alcolimetria (g/L) | ||
---|---|---|---|
T0 | T10 | T20 | |
MEDIA | 0.08 | 0 | 0 |
MIN | 0 | 0 | 0 |
MAX | 0.12 | 0 | 0 |
D.S. | 0.04 | 0 | 0 |
I.C. 95% | 0,07 – 0,09 | - | - |
Collutorio C | Alcolimetria (g/L) | ||
---|---|---|---|
T0 | T10 | T20 | |
MEDIA | 3.49 | 0.04 | 0 |
MIN | 1.16 | 0 | 0 |
MAX | 4 | 0.2 | 0 |
D.S. | 0.65 | 0.05 | 0 |
I.C. 95% | 3,26 – 3,72 | 0,02 – 0,06 | - |
Collutorio D | Alcolimetria (g/L) | ||
---|---|---|---|
T0 | T10 | T20 | |
MEDIA | 2.85 | 0.02 | 0 |
MIN | 1.63 | 0 | 0 |
MAX | 4 | 0.09 | 0 |
D.S. | 0.76 | 0.03 | 0 |
I.C. 95% | 2,58 – 3,12 | 0,01 – 0,03 | - |
Nel dettaglio (Tab. 5, 6, 7 e 8; Fig. 4 e 5), la differenza tra le medie dei valori al T0 e al T10 è statisticamente significativa per tutti i quattro collutori (A: p<0,0001; D.S. ±0,44, I.C. 3,51–3,84. B: p<0,0001; D.S. ±0,04, I.C. 0,06–0,09. C: p<0,0001; D.S. ±0,65, I.C. 3,20–3,70. D: p<0,0001; D.S. ±0,76, I.C. 2,55–3,19). Le correlazioni tra i valori al T0 ed il BMI sono molto deboli e non statisticamente significative, per tutti i quattro collutori (A: r=0,12; p=0,5387. B: r=-0,01; p=0,9588. C: r=-0,0162; p=0,9324. D: r=-0,1193; p=0,5300). Anche le correlazioni tra i valori rilevati al T10 ed il BMI sono molto deboli e non statisticamente significative per i collutori A, C e D (A: r=-0,15; p=0,4157. C: r=-0,0013; p=0,9946. D: r=-0,0846; p=0,6567); per il collutorio B non è stata valutata la correlazione poiché i valori riscontrati erano tutti nulli. La differenza tra le medie dei valori a T0 per i campioni femminile e maschile non è statisticamente significativa per tutti e quattro i collutori (A: p=0,4915; I.C. -0,52–0,26. B: p=0,7888; I.C. -0,04–0,03. C: p=0,9742; I.C. -0,60–0,58. D: p=0,0649; I.C. -1,25–0,04). La differenza tra il decremento dei valori per i gruppi maschile e femminile non è statisticamente significativa per tutti e quattro i collutori (A: p=0,527; Prob>F=0,7148. B: p=0,789; Prob>F=0,7888. C: p=0,900; Prob>F=0,0437. D: p=0,039; Prob>F=0,0766). Le differenze delle medie dei valori a T0 e a T20 sono in tutti i casi statisticamente significative, poiché all’ultima rilevazione i valori sono risultati sempre uguali a 0,00 g/L.
I valori di alcolemia erano risultati pari a 0,00 g/L per tutti i soggetti esaminati.
DISCUSSIONE
Il nostro studio dimostra che non è possibile giustificare i valori rilevati dall’etilometro con uno sciacquo con un collutorio contenente etanolo prima dell’eventuale controllo. I valori rilevabili in un tempo inferiore ai 20 minuti sono imputabili ai residui di alcol nel cavo orale. I valori iniziali molto elevati non possono essere considerati come rappresentativi di uno stato di ebbrezza in quanto deporrebbero per uno stato di coma etilico. Inoltre, il prelievo ematico da noi effettuato a 5 minuti dallo sciacquo mostrava in tutti gli otto casi un valore di alcolemia di 0,00 g/L, contro un’alcolimetria dell’espirato di 4,00 g/L. I valori non trovano alcun nesso con BMI e genere dei soggetti: dopo sciacqui con collutori contenenti etanolo non entrano in gioco i fattori che influenzano la metabolizzazione della sostanza alcolica in caso di ingestione.
CONCLUSIONI
L’etanolo misurato nell’espirato è tutto di derivazione orale e ciò spiega il rapido decremento dei livelli alcolimetrici che non sarebbe riscontrabile se fosse il risultato della metabolizzazione dell’alcol ematico. Inoltre gli sciacqui con collutori contenenti etanolo non sono in grado di indurre la comparsa di segni oggettivi per la valutazione dello stato di ebbrezza.
L’Igienista dentale ha il compito di informare il paziente circa la presenza in commercio di collutori che presentano una formulazione alcolica, avendo l’accortezza di spiegare come la loro percentuale alcolica ed il fatto che non ven
- Decreto Legislativo N. 285 del 30/04/1992; Art. 186 Codice della Strada: Guida sotto l’influenza dell’alcool. http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=1&id_dett=189 Ultima consultazione: 20 settembre 2013.
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